Carmine, infermiere di lunga esperienza, ci ricorda innanzitutto che essere incontinente significa soffrire 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, di un disturbo le cui ripercussioni negative coinvolgono ogni aspetto della vita.

In questo complesso quadro il personale infermieristico dà il suo contributo cercando innanzitutto di comprendere quale sia il disagio del paziente: in molti descrivono il senso di isolamento, il “sentirsi sporchi”, la rinuncia ad attività sociali e i problemi con partner, famiglia e colleghi. Dopo essersi sottoposti all’intervento THD® GateKeeper, le testimonianze degli stessi pazienti cambiano radicalmente: essi infatti raccontano dell’autostima recuperata e di come hanno ripreso in mano la propria vita.

L’infermiere Carmine ricorda che il primo passo verso la guarigione è una forte motivazione a risolvere i problemi legati alla propria condizione, ed è per questo che invita chi soffre di incontinenza fecale a parlarne senza indugio con un medico.