Incontinenza fecale, la risposta dell’FDA (Food & Drug Administration) americana a un severo problema di salute

L’incapacità di controllare i propri sfinteri anali è un problema relativamente comune, più di quel che si potrebbe pensare: sia in termini di diffusione numerica che per le fasce di età colpite. Ritenere che solamente gli anziani siano “vittime” di questo disturbo significa conoscere solo un piccolo pezzo del puzzle, in quanto di incontinenza fecale soffrono anche giovani e persone in età matura: cause frequenti sono ad esempio i danni a carico dei muscoli sfinteriali determinati da parto naturale, traumi o malattie come il diabete.

Di un problema così serio si è recentemente occupata la Food and Drug Administration americana che ha autorizzato il Fenix Continence Restoration System, un sistema per aiutare le persone a controllare le perdite fecali qualora altri approcci – modificazioni del regime alimentare, farmaci o terapie fisiche e chirurgiche – avessero fallito o comunque non avessero sortito effetti migliorativi sul paziente. Questa metodica è al momento applicata su un numero molto ristretto di candidati che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con soluzioni alternative.

E in Italia?

Possiamo dire con soddisfazione di essere un passo avanti rispetto alla medicina oltreoceano, perché già da anni è disponibile nel nostro paese, in convenzione con il SSN, l’intervento chirurgico THD® GateKeeper che si basa sul posizionamento di piccoli ed efficaci impianti autoespandenti che aiutano lo sfintere anale a chiudersi in modo corretto evitando così fuoriuscite accidentali.

Rispetto al Fenix Continence Restoration System, approvato solo recentemente, THD® GateKeeper vanta un ampio patrimonio di casistiche e di interventi di successo, per non parlare poi del monitoraggio delle condizioni dei pazienti a distanza di anni dall’operazione che dimostrano la bontà e l’efficacia del metodo nel lungo termine. Scopri quali centri e specialisti italiani offrono questo tipo di intervento.