Incontinenza anale, le difficoltà di comunicazione tra paziente e medico

Quando si parla di problemi di salute, le statistiche sono numeri che possono sembrare asettici ma che, in realtà, pur non considerando la specifica situazione di ogni paziente sono di straordinaria importanza per valutare il quadro d’insieme. Non fanno eccezione il disturbo dell’incontinenza fecale e i risultati di un’indagine svolta dalla International Foundation for Functional Gastrointestinal Disorders (IFFGD) con sede a Milwaukee, negli USA.

Chiamati a rispondere a un sondaggio anonimo online, circa 150 volontari hanno fornito preziose informazioni sulla propria sintomatologia ma, prima di tutto, sulla trasparenza del proprio rapporto con i medici.

Stupisce per certi versi il fatto che il 68% del campione abbia dichiarato che, pur soffrendo di episodi cronici di incontinenza anale, non si era mai rivolto a un medico per la diagnosi del disturbo. Il dato conferma che, per via dell’imbarazzo e della reticenza ad affrontare argomenti così “delicati”, la maggior parte delle persone tende a tenere tutto per sé. Ed è anche per questo motivo che le percentuali di diffusione dell’incontinenza fecale fra la popolazione adulta sono così incerte: qualcuno parla dell’1-2%, ma le cifre potrebbero essere più elevate considerando le persone che, per vari motivi, rinunciano in partenza alla diagnosi.

Andando ad analizzare il profilo demografico dei rispondenti al sondaggio, si evince che le donne siano, in generale, maggiormente propense ad aprirsi con un medico: di tutti i pazienti diagnosticati, 8 su 10 erano proprio di sesso femminile. Altri fattori che aumentano la predisposizione nei confronti del dialogo con un professionista sono il grado di istruzione (il 54% dei pazienti diagnosticati aveva un titolo di studio superiore, contro il 43% dei non diagnosticati) e la presenza di un rapporto di coppia (il 71% dei pazienti diagnosticati è sposato o vive come tale, contro il 60% dei non diagnosticati).

È interessante, infine, sottolineare che le fasce di età comprese fra 18-34 e 35-44 anni sono quelle in cui il problema dell’incontinenza anale viene diagnosticato in percentuali minime; un netto aumento si verifica invece nei soggetti fra 45 e 54 anni, quando spesso il problema inizia a manifestarsi per le più diverse cause.

Non si può che ricordare, ancora una volta, quanto sia importante vincere i propri timori e parlare con uno specialista delle proprie difficoltà causate dal fenomeno dell’incontinenza anale: i medici sono al fianco dei pazienti, e sono proprio loro gli unici a poterli aiutare nel proprio percorso di guarigione.