L’incontinenza fecale negli anziani

La fascia d’età maggiormente colpita dai problemi di incontinenza fecale è la terza età.

L’invecchiamento, tra le sue tante conseguenze negative, determina anche la perdita di tono muscolare e un calo delle performance del sistema nervoso: ne consegue che il corretto controllo degli sfinteri diventa sempre più difficile man mano che aumenta l’età, al punto che questo tipo di problema diventa poi “il” problema per cui l’anziano non è più considerato autosufficiente.

Stando a una statistica riportata in un articolo pubblicato sulla rivista Diseases of the Colon and Rectum, in alcune case di riposo statunitensi addirittura tra il 45 e il 47% degli ospiti soffre di incontinenza fecale ed è proprio questo in assoluto il secondo fattore per importanza che rende necessaria l’istituzionalizzazione degli anziani. Statistiche analoghe a livello italiano non sono oggi a disposizione, ma nulla fa sospettare che la situazione sia poi tanto diversa.

Aspetto fondamentale per riuscire ad evitare, o quantomeno ridurre, i problemi di incontinenza fecale nella terza età è l’adozione di una dieta bilanciata con un apporto di fibre, che permetta di allontanare il rischio di stipsi, ma soprattutto di diarrea. Queste due problematiche, ancorché opposte, qualora croniche sono tra le cause accertate della comparsa dell’incontinenza fecale; in più la formazione di feci di scarsa consistenza rende, come facilmente comprensibile, ancor più complessa la gestione degli episodi di incontinenza.

Predisporre inoltre bagni facilmente accessibili, accoglienti e comodi da usare permette all’anziano di vivere più serenamente il rapporto con il suo corpo. Naturalmente non deve mancare l’esercizio regolare che, oltre a mantenere tonico l’organismo, rallenta anche l’invecchiamento della mente: un buon equilibrio psicofisico è infatti fondamentale per avere il controllo del proprio corpo.