I fattori di rischio per l’incontinenza fecale evidenziati da uno studio USA

Neanche con la miglior esperienza o le conoscenze più approfondite un medico potrà mai dire di avere la classica “palla di vetro” per prevedere gli sviluppi nella salute di un suo paziente. Per fortuna però per molte malattie e disturbi si conoscono i fattori di rischio che, adeguatamente tenuti in considerazione, possono aiutare a monitorare la situazione e non farsi quindi cogliere impreparati.

Uno studio americano pubblicato qualche anno fa sulla rivista Reviews in Gastroenterological Disorders si è occupato, in particolare, dei fattori di rischio maggiormente legati all’insorgenza dell’incontinenza fecale tra gli uomini.

Nello specifico un team di specialisti del Minnesota Evidence-based Practice Center di Minneapolis, guidato dalla dottoressa Tatyana A. Shamliyan, ha analizzato l’incidenza dei disturbi di incontinenza descritti all’interno di una ampia letteratura scientifica pubblicata in Inghilterra tra il 1990 e il 2007 scoprendo che i soggetti maggiormente predisposti al problema sono gli uomini di età superiore agli 85 anni, che presentano malattie renali.

Altri fattori di rischio sono rappresentati da disturbi a livello cognitivo e da problemi nello stato di salute generale; più nello specifico, è maggiore il rischio di incontinenza nei soggetti che sono stati operati di prostatectomia o si sono sottoposti a trattamenti radioterapici per curare il cancro alla prostata.

Queste scoperte aggiungono un tassello importante alla comprensione del fenomeno dell’incontinenza anale, molto diffuso – le statistiche, del resto, lo confermano – tra gli anziani ma che può colpire anche in età ben più giovane. A questo proposito è importante ricordare che, dopo avere effettuato una diagnosi precisa attraverso una visita proctologica, il medico saprà indicare la strategia di cura più adatta al caso specifico che, ad esempio, può essere rappresentata dal trattamento chirurgico dell’incontinenza.