Pazienti con lesioni spinali e incontinenza fecale: le possibili cure tra farmacologia e chirurgia

L’incontinenza fecale può avere diverse cause e, fra di esse, le lesioni alla spina dorsale rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio. Tali lesioni, infatti, possono interrompere la capacità di comunicazione tra il cervello e i nervi che controllano il funzionamento dello sfintere (ma anche della vescica), causando così spiacevoli episodi di fuoriuscite accidentali che pregiudicano notevolmente la qualità della vita, compromettendo l’autostima e la serenità dei rapporti interpersonali.

Negli USA, Paese in cui sono più attive le sperimentazioni di nuovi farmaci finalizzati a migliorare l’esistenza quotidiana di questi pazienti, si calcola vivano oggi 276 mila persone con lesioni spinali a cui ogni anno si aggiungono più di 12 mila nuovi casi.

Un’azienda farmaceutica americana ha messo a punto una molecola formulata appositamente per contrastare le perdite involontarie dal retto. I risultati preliminari stanno incoraggiando la ricerca in questa direzione, ma la sperimentazione è solo agli inizi e sono ancora lunghi i tempi che potranno portare ad un utilizzo diffuso del ritrovato farmacologico.

Un metodo scientificamente dimostrato che già oggi risulta alla portata di tutti ed è in grado di offrire ottimi risultati è THD® GateKeeper, intervento mini-invasivo per il trattamento dell’incontinenza fecale che viene eseguito presso strutture sanitarie di tutta Italia.

Erogato dal servizio sanitario, THD® GateKeeper grazie ai minimi impatti fisici è indicato anche per pazienti che non godono di perfetta salute fisica. Ricordiamo tuttavia che il parere dello specialista rimane fondamentale nella scelta del trattamento contro l’incontinenza fecale.