L’incontinenza fecale dovuta alla formazione di fecalomi: cause e rimedi

Quando la funzionalità dell’intestino è ottimale, le feci vengono espulse senza problemi e con regolarità; purtroppo però, per molte persone, la quotidianità è ben diversa. Le difficoltà ad evacuare si possono manifestare sotto forma della ben nota stitichezza oppure, in casi più rari, con la formazione di fecalomi.

Detti anche coproliti (“feci di pietra”), i fecalomi altro non sono che ammassi piuttosto duri e consistenti di massa fecale che si formano a livello del colon, dove si accumulano ostacolando successivamente il passaggio delle altre feci. Più tempo un fecaloma rimane “incastrato” e maggiori diventano le difficoltà di espulsione, dal momento che la lunga permanenza nella parte terminale dell’intestino causa il progressivo assorbimento di acqua.

La causa più frequente della formazione di fecalomi è la costipazione cronica ma, in casi più rari, alla base del fenomeno troviamo vere e proprie malattie come ad esempio il megacolon (una dilatazione anomala del colon) o la malattia di Ruysch (che causa disturbi nei movimenti peristaltici).

Una volta che il fecaloma si forma esso agisce come “tappo” nei confronti di tutto ciò che si trova a monte a livello intestinale. Tuttavia, a causa della pressione crescente, è possibile che delle sostanze liquide riescano ad aggirare l’ostacolo proseguendo il loro percorso verso lo sfintere, dove possono fuoriuscire in maniera incontrollata dando origine a episodi di incontinenza fecale.

È possibile eliminare i fecalomi mediante clisteri che permettano lo svuotamento del retto mentre, nei casi più complessi, è necessario sottoporsi a trattamenti ambulatoriali per la loro rimozione.

Per prevenire la successiva formazione dei coproliti e gli eventuali episodi di incontinenza anale valgono le medesime buone abitudini che caratterizzano la prevenzione della stitichezza ovvero consumo di tante fibre e tanta acqua, integrazione con probiotici e moto svolto con regolarità, tutte azioni che influiscono positivamente sulla motilità intestinale.