L’incontinenza di feci maschile, dalle cause alle soluzioni

Alcune patologie e disturbi di salute si manifestano in egual modo sia negli uomini che nelle donne, mentre ve ne sono altri che tendono a colpire più (o esclusivamente) l’uno o l’altro sesso. Per quanto riguarda il problema dell’incontinenza delle feci, in genere sono le donne a essere statisticamente più “a rischio”, per diversi fattori tra cui in particolare le possibili alterazioni morfologiche e fisiologiche a seguito del parto.

Ciononostante anche gli uomini vengono colpiti da questa forma di incontinenza, particolarmente limitante. Secondo una ricerca condotta dal dipartimento di chirurgia della Creighton University School of Medicine di Omaha (Nebraska), per quanto riguarda nello specifico gli uomini, la fisiologia anorettale differisce in base all’entità delle perdite.

Nei pazienti che soffrivano di soiling, ovvero perdite accidentali e sporadiche tali da macchiare la biancheria intima, le analisi dei ricercatori USA hanno rilevato una pressione sfinteriale media e prolungata in presenza di sensibilità e connessioni nervose nella norma. Al contrario, i pazienti colpiti da incontinenza di feci vera e propria avevano una pressione sfinteriale bassa e di breve durata tendenzialmente associata ad alterazioni nervose e sensoriali.

Oltre al quadro clinico in sé, il “vero” problema da affrontare è che spesso gli uomini sono più reticenti a parlare dei propri problemi di salute, specie se così imbarazzanti e intimi, al punto da non informarne nemmeno il proprio medico curante. Così facendo, però, chi soffre di incontinenza di feci maschile si auto-condanna a continuare a soffrirne, precludendosi ogni possibilità di guarigione.

L’incontinenza e il soiling non sono infatti disturbi che tendono a regredire ma, al contrario, nella maggior parte dei casi non possono che andare incontro a un peggioramento con il passare del tempo. Per questo motivo occorre affrontarli il prima possibile: il primo step è un consulto medico specialistico al quale seguiranno accertamenti ed esami volti a stabilire con precisione il quadro clinico.

Una volta in possesso di tutte le informazioni, il proctologo individuerà il metodo più valido ed efficace per risolvere lo specifico caso del paziente come, ad esempio, le tecniche di chirurgia moderna e minimamente invasiva di cui il metodo THD® GateKeeper è un esempio di spicco.